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donne e uomini a confronto

donne e uomini a confronto

QUALI SONO LE DIFFERENZE PER UN RISULTATO MIGLIORE?

Per decenni la sala pesi è stata interpretata come un luogo esclusivamente maschile, ideato per forgiare muscoli esageratamente ipertrofici. Analogamente, abbiamo assistito allo scenario di donne inchiodate sul tapisroulant, per ore e ore, impaurite all’idea di incrementare la propria massa muscolare e diventare una bodybuilder donna, speranzose di ottenere una qualche forma di risultato estetico.

Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che uomini e donne mostrano una differente proporzione di fibre muscolari. Il muscolo di un uomo è diverso dal muscolo di una donna, e di conseguenza anche l’allenamento deve essere ben calibrato per sfruttare al meglio le caratteristiche sesso-correlate.

Le differenze nel tessuto muscolare striato sono determinate dal diverso corredo ormonale, soprattutto per quanto riguarda:

gli ormoni tiroidei
gli estrogeni
il testosterone
l’insulina;

I muscoli femminili vanno in contro ad affaticamento lieve rispetto ai muscoli maschili; inoltre, la donna presenta una resistenza elevata e un recupero rapido.

Gli uomini vantano  forza e un rilassamento muscolare più veloci. In termini pratici, una donna risponde meglio ad un tipo di allenamento caratterizzato da un numero più elevato di ripetizioni e un numero maggiore di esercizi ad ogni seduta.

Parallelamente, l’uomo risponde meglio ad un allenamento caratterizzato da un numero inferiore di ripetizioni e un carico più importante.

La differenza tra le fibre muscolari maschili e femminili suggerisce, inoltre, che la donna, avendo una più elevata concentrazione di fibre rosse, sia predisposta a utilizzare i lipidi come substrato energetico principale;

Gli uomini utilizzano prevalentemente il glicogeno. Un allenamento continuo è più efficace nel bruciare il grasso sottocutaneo, caratteristica nella donna.

Cosa allora rovina i piani delle donne?

Comincerò col dire che il sistema riproduttivo femminile è altamente sensibile allo stress fisico e psicologico, una donna deve tenere conto di questi fattori e delle possibili conseguenze. Le anomalie del ciclo mestruale, inoltre, rappresentano un disturbo frequente, interessando dal 6% all’ 80% delle sportive, in funzione del tipo di sport praticato.}

L’apparato femminile è regolato da un’asse che collega l’ipotalamo, l’ipofisi e l’ovaio. L’ipotalamo secerne il GnRH, un fattore di stimolo per l’ipofisi che induce questa ghiandola alla produzione e al rilascio di LH e FSH. I due ormoni giungono all’ovaio stimolano la secrezione di estrogeni e PROGESTERONE. ➡️(Leggi articolo GRASSI I MAGRI A CAUSA DEGLI ORMONI)

La disfunzione ipotalamica associata all’esercizio fisico intenso e la conseguente alterazione della secrezione pulsatile di GnRH possono condurre a varie disfunzioni quali: menarca ritardato o alterazioni della regolarità mestruale, soprattutto amenorrea.

Un piano di allenamento femminile deve tenere presente le caratteristiche sopraelencate. Un possibile approccio prevede di:

  • intensificare l’allenamento durante la prima e la seconda settimana post-mestruazione
  • ridurre il volume di allenamento alla terza settimana
  • stabilire uno scarico in concomitanza della quarta settimana.
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