Microbiota e sport

quando si parla di regolazione e composizione del microbiota umano si fa capo allo stile di vita, alla genetica dell’individuo, alle interazioni microbo-microbo, dallo stato infiammatorio.

Ma, c’è un ma, il contesto e le variabili coinvolte in un atleta non possono essere le stesse di un individuo sedentario o fisicamente attivo.

Per quanto riguarda l’attività fisica, la maggior parte degli studi, ha per ora osservato l’effetto che l’esercizio fisico (a diversi livelli) può avere sul microbiota.

Tali studi riportano come il microbiota di un atleta differisca da quello di un individuo attivo o da quello di in un individuo sedentario. Purtroppo sono ancora pochi gli studi che hanno ricercato una possibile relazione tra microbiota e performance dell’atleta.

Ma andiamo ad analizzare più nello specifico i possibili impatti del microbiota sulla performance di un atleta.
➡️Metabolismo energetico :un adeguato regime dietetico associato ad una flora microbica intestinale equilibrata favorirà la produzione, al termine di processi fermentativi di acidi grassi a corta catena (SCFAs). In particolare, il propionato e l’acetato potranno essere utilizzati come substrati per la gluconeogenesi (epatociti e tessuto muscolare) e la lipogenesi (tessuto adiposo). Inoltre, gli acidi grassi a corta catena possono esplicare una serie di azioni a livello metabolico nell’ospite, ad esempio si sono dimostrati in grado di stimolare il rilascio di leptina dagli adipociti.

La modulazione della dieta in termini di macro e micro nutrienti può risultare essenziale in quest’ottica, ritardando o prevenendo disfunzioni nella permeabilità intestinale, disturbi gastro intestinali e risposta infiammatoria.

➡️Risposta Immunitaria: L’esercizio fisico provoca una risposta infiammatoria in maniera dose dipendente. In particolare, l’organismo umano sembra essere in grado di adattarsi in maniera relativamente rapida a specifici carichi di allenamento nel tempo (in cronico) ma subire l’impatto di aumenti improvvisi (in acuto) del carico di lavoro e stress. Esiste di fatto una sorta di “finestra” durante la preparazione di un atleta, che solitamente coincide con la competizione, in cui lo stesso viene esposto ad un rischio più elevato da un punto di vista immunitario (immunosoppressione), ed in particolare di contrarre infezioni del tratto respiratorio superiore . Prendiamo ad esempio un maratoneta in preparazione per un’olimpiade, oltre allo stress della competizione subirà quelli relativi a viaggio, cambiamento delle condizioni ambientali, sonno e fuso orario.

Alla base di tutto ciò vengono identificate variazioni nella permeabilità intestinale, causata da più fattori (es: ipertermia tissutale, riduzione dello spessore del muco intestinale…) che si verificano durante un’attività fisica intensa.

L’aumento della permeabilità intestinale può determinare il passaggio di patogeni ed endotossine dall’epitelio intestinale al circolo ematico.

Per combattere tale fenomeno, il microbiota intestinale e i metaboliti prodotti dallo stesso e possono andare a ridurre la permeabilità e inibire le citochine pro-infiammatorie.

➡️Stress Ossidativo: Il tratto gastro intestinale è sede di una serie di reazioni metaboliche che annoverano tra i prodotti finali specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto, tali metaboliti pro infiammatori vengono contrastati da sistemi enzimatici e non enzimatici. Durante esercizio fisico intenso la produzione di questi metaboliti e citochine aumenta e, per mantenere elevato il livello della performance e/o favorire le funzioni di recupero dovrà essere gestito al meglio l’euilibrio di ossidoriduzione (bilanciamento tra fattori pro ed anti ossidanti). Tale equilibrio può essere legato alla composizione della flora microbica intestinale.

Il microbiota ha in maniera indiretta anche un impatto nel determinare lo stato di idratazione dell’atleta, influenzando la produzione di muco e il trasporto di soluti, e, considerando tutti gli stressor a cui un atleta è sottoposto, una flora microbica intestinale equilibrata permetterà un adeguato riassorbimento di acqua e assorbimento di soluti determinando una miglior o peggior idratazione dell’atleta.

La personalizzazione e la periodizzazione dietetica e dei carichi di lavoro si dimostra ancora una volta uno dei pilastri per salvaguardare la salute dell’atlete e per esprimere il massimo della performance dello stesso.

Si conosce ancora poco riguardo ad una possibile terapia a base di probiotici per migliorare la performance dell’atleta, tuttavia le evidenze ad oggi riportate forniscono uno spunto per riflettere una volta di più sulle variabili da considerare nel mondo dello sport.

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