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Buongiorno e buon sabato santo!

Oggi, forse perché mi capita spesso di vedere riviste che ne parlano, affronterò il tema – dieta fodmap

Il termine fodmap rappresenta un acronimo ricavato dai nomi di una serie di alimenti con effetti fisiologici comprovati nei pazienti che soffrono di IBS( disturbo funzionale gastrointestinale debilitante di cui né affetto almeno il 10% della popolazione mondiale).

F ermentable, O ligosaccharides, D isaccharides, M onosaccharides A nd P olyols

La dieta fodmap è stata sviluppata da un gruppo della Monash University a Melbourne, e ha iniziato a farsi conoscere dopo la pubblicazione della ricerca nel 2008, in cui è stato affermato che i carboidrati fermentabili alimentari,appunto fodmap,provocano effettivamente sintomi nei pazienti affetti dalla IBS. La ricerca dimostra che i pazienti che seguivano questa dieta mostravano un notevole miglioramento riguardo a gonfiore e dolore addominale,ma anche a flatulenza, diarrea e defecazione alterata, arrivando ad un 70% di pazienti che affermava di aver tratto beneficio dalla dieta.

Quindi mi chiederete – dove sono contenuti i fodmaps?

Sono contenuti in una serie di alimenti per esempio il frumento certi tipi di frutta e verdura e in alcuni prodotti a base di latte. Nell’Europa occidentale gli oligosaccaridi, come i fruttani è il monosaccaride, fruttosio, sono i food map più frequenti nell’alimentazione, mentre il frumento è considerato essere la più grande fonte di fruttani nel Regno Unito.

Dall’acronimo appunto possiamo trarre alcuni cibi che sono inclusi nel genere food Maps ad esempio:

    • disaccaridi: latte, budino, gelato e yogurt.
    • Oligosaccaridi: frumento, orzo segale, cipolla, porro parte bianca del cipollotto, aglio, scalogno, carciofi e rape rosse, finocchi, piselli, cicoria pistacchi, anacardi, lenticchie, ceci elegumi in genere.
    • Monosaccaridi: mele, pere, mango, ciliege, cocomero, asparagi, taccole, miele, sciroppo di glucosio e fruttosio
    • Polioli:mele, pere, albicocche, ciliegie, prugne, cocomero, funghi, cavolfiore, gomma da masticare, mentine edolci senza zucchero.

 

L’approccio pratico della dieta a basso contenuto di fodmap si divide in tre fasi,la prima implica l’esclusione completa di alimenti contenenti fodmap per un periodo di 8 (settimane dietro raccomandazione di un dietista).

La seconda fase, di reintroduzione controllata, viene fatta in base ai sintomi di alcuni cibi incriminati, durante la.prima fase.

La terza fase è una fase di autogestione dei sintomi a lungo termine, poiché il paziente nelle fasi precedenti ha imparato a distinguere i sintomi in base al cibo che introduce nella sua dieta.

Questa dieta ha ulteriori campi di applicazione: diaturbi gastrointestinali, diarrea da nutrizione enterale, ileostomia(deviazione dell ileo) ecc..

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