Dieta a basso contenuto di FODMAP

Ciao a tutti e buon sabato santo!

A cavallo con le abbuffate che ci saranno tra domani e lunedì vi vorrei parlare della dieta a basso contenuto di fodmap, che ultimamente impazza su internet e su alcune famose riviste.

Il termine Fodmap rappresenta un acronimo è ricavato dai nomi di una serie di elementi con effetti fisiologici comprovati nei pazienti che soffrono di IBS( disturbo funzionale gastrointestinale cronico e debilitante di cui ne affetto almeno il 10% della popolazione):

Fermentable

Oligosaccharides

Disaccharides

Monosaccharides

Polyols


Il meccanismo tramite il quale questi carboidrati fermentabili provocano sintomi intestinali e dovuto a dei processi fisiologici di base:

  1. I carboidrati fermentabili sono indigesti quindi fermentati dai batteri nel colon, ciò porta ad una produzione di gas che può alterare l’ambiente luminale e provocare ipersensibilità in coloro che sono propensi a dolori intestinali.
  2. I carboidrati fermentabili tramite un effetto osmotico aumentano il trasporto di acqua al colon Sportando così ad un alterazione delle abitudini intestinali.

Di solito le diete che si trovano sulle riviste non sono poi così salutari, ma questa mi aveva colpito particolarmente in quanto mi sono accertata che dietro ci fosse uno studio effettivamente condotto nel Regno Unito.

Questa dieta si fa di tre fasi(con laiuto di uno specialista):

  1. Nella prima fase, che dura 8 settimane, si escludono i cibi ad alto contenuto di fodmap.
  2. Nella seconda fase vi è una reintroduzione dei cibi “incriminati”
  3. Nella terza ed ultima fase il soggetto autogestisce i sintomi a lungo termine,poiché distingue i cibi che effetivamente arrecano disagio fisiologico all’intestino.

Ora mi chiederete: dove sono contenuti i fodmaps?

Li possiamo trovare in: frumento, orzo, segale, cipolla, porro, aglio, carciofi, legumi , anacardi, pistacchi e cicoria(oligosaccaridi)

Ancora in: latte, budino, gelato e yogurt; oppure in: mele, pere,mango, ciliege, cocomero,asparagi,miele, sciroppo di glucosio, fruttosio, dolci senza zucchero, funghi, cavolfiori, cocomero e gomma da masticare;

I benefici di questa dieta sono ormai ben documentati, infatti proprio per questi soggetti questa dieta rappresenta una valida terapia per questo disturbo cronico e debilitante.

Ma può aiutare anche coloro che soffrono di intolleranze di ogni tipo, infatti viene utilizzata anche per malattie infiammatorie intestinali, per diarrea da nutrizione enterale, riduzione della frequenza di evacuazione nel caso di ileostomia e per gonfiore addo.inale diffuso.

Il tutto va ricercato nei cibi che mangiamo frequentemente. Dovremmo fare una sorta di “compiti a casa” e ricercare quale cibo ci provoca questo disagio ed eliminarlo  per 48 ore circa, se già nelle ore successive alla digestione il nostro addome è gonfio e teso  (dovuto al gas), allora quello potrebbe essere il cibo “incriminato”. Provateci!

Vi auguro una felice Pasqua! 

Per maggiori info mary.mpm98@gmail.com

Come sempre accetto i vostri commenti!

Annunci